Morte di Mariangela, il giallo dei vestiti che indossava trovati asciutti

BORGOROSE

Morte di Mariangela, il giallo dei vestiti che indossava trovati asciutti

17.05.2016 - 17:35

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I funerali di Mariangela Mancini, la giovane di 33 anni trovata senza vita in un campo vicino a Spedino venerdì mattina, sono stati rinviati. La famiglia, che non ha mai creduto all'ipotesi di suicidio, ha nominato come perito di parte l'anatomopatologo Gaetano Falcocchio e la Procura ha aperto un fascicolo per ipotesi di reato di omicidio contro ignoti. Il corpo non è stato ancora restituito alla famiglia e i funerali (inizialmente previsti per oggi pomeriggio), sono rimandati a data da destinarsi. Sono infatti necessarie ulteriori analisi da effettuare accuratamente, poiché Mariangela aveva espresso la volontà di essere cremata e i dubbi sulla sua morte sono ancora tanti.

L’autopsia L'autopsia effettuata sabato dal medico legale Luigi Cipolloni (il sostituto procuratore Cristina Cambi ha dato 60 giorni di tempo per il deposito dei risultati), ha confermato che la donna aveva ingerito acido muriatico (una bottiglia mezza vuota era stata rinvenuta a qualche metro dal corpo). Finora questa è l'unica certezza: l'acido muriatico è stato la causa del decesso. Ma sul collo c'erano evidenti segni compatibili con un tentativo di strangolamento, graffi e lividi sul corpo e fin dal primo momento le indagini dei carabinieri di Borgorose e di Cittaducale non avevano escluso nessuna ipotesi, interrogando familiari, conoscenti e il fidanzato Luca, con il quale stava andando a convivere e con il quale lavorava nell'azienda di Corvaro. Ma c'è di più.
L'autopsia ha stabilito anche che la morte risale alle ore 14 circa di giovedì, il giorno stesso della scomparsa.

Il ritrovamento Il corpo era stato individuato dall'elicottero dei Vigili del Fuoco venerdì mattina, riverso sul campo (di proprietà della famiglia), in località fonte San Paolo, poche centinaia di metri fuori da Spedino e dalla casa della madre, dove si era recata (con la vettura del fidanzato, ancora sotto sequestro, ritrovata aperta e senza chiavi), per ritirate del materiale per le pulizie domestiche e attrezzi per lavorare il legno. La macchina operativa per la ricerca dei dispersi si era immediatamente messa in moto giovedì mattina verso le ore 12, dopo la denuncia di scomparsa del fratello Nazzareno, con la sala mobile dei Vigili del Fuoco, che ha coordinato le ricerche, i carabinieri di Borgorose, il soccorso alpino, il Corpo Forestale e i volontari del Noe, sede di Borgorose, amici e parenti, con ricerche anche nella vicina Marsica e quel campo (tuttora piantonato dai carabinieri per evitare inquinamenti di prove) era già stato ispezionato, senza risultati.

Gli interrogativi E ancora: tra giovedì e venerdì è piovuto, ma i vestiti della donna sembra fossero asciutti. Dov'era dunque il corpo di Mariangela dal momento della scomparsa al momento del ritrovamento? E perché scegliere una morte così dolorosa, in una fase della vita piena di entusiasmo, come ristrutturare una casa per andare a vivere con il proprio compagno, dopo anni di rapporto affettivo e lavorativo? E se anche fosse così, perché farlo a circa 600 metri da casa? Qualcuno potrebbe averla costretta ad ingerire l'acido muriatico, stringendole il collo? Sono domande che cercano risposte. Non sarà facile, ma neanche impossibile, scoprire la verità e non resta che attendere i risultati ufficiali delle indagini. 

Ipotesi al vaglio La ragazza, sempre secondo gli inquirenti, prima di bere l'acido, avrebbe fatto almeno un altro tentativo auto-soffocandosi con una busta trovata, anch'essa, vicino al corpo. E si sarebbe ferita al collo tentando di togliersi la vita proprio in questo modo. Per la famiglia, invece, quelli potrebbero essere i segni di uno strangolamento depistato con l'acido. 

Persone ascoltate Una decina i testimoni sentiti dai carabinieri, ma anche da queste verifiche non sarebbero finora emersi sospetti. Tanto che gli stessi inquirenti avrebbero preso in considerazione altre piste da seguire ma che al momento rimangono nel più stretto riserbo delle indagini. Il mistero sulla morte di Mariangela Mancini si fa sempre più fitto.

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