L'appello del parroco per salvare la chiesa di Santa Maria della Neve

PESCOROCCHIANO

L'appello del parroco per salvare la chiesa di Santa Maria della Neve

05.04.2016 - 16:18

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Prima il terremoto del 1997, poi quello del 2009: non c'è stato scampo per la chiesa di Santa Maria della Neve, accanto al cimitero di Pescorocchiano, chiusa da 19 anni. Eppure i lavori di riparazione e miglioramento sismico, con i fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento di protezione civile, gestiti dal commissario delegato al sisma del '97 (sollecitati nel 2006 dallo stesso parroco don Sante Gatti e terminati nel dicembre del 2008), erano stati effettuati: rifacimento tetto ex novo, consolidamento del cordolo sottostante e dell'abside. Ma la chiesa non ha fatto nemmeno in tempo ad essere ufficialmente riconsegnata al parroco, che ne è proprietario e legale rappresentante, perché il 29 aprile del 2009, è arrivata l' ordinanza sindacale di chiusura per “i danni visibili che ne compromettono la staticità, come da verifica della Regione Lazio, settore decentrato di Rieti”. Le crepe sono sia sulla facciata esterna, che all'interno di questa antica chiesa, a croce greca, con un piccolo romitorio sul lato sinistro, che nel medioevo era la parrocchiale del castello di Montefalcone e faceva parte della Baronia di Collalto. Una storia di tutto rispetto, come dimostrano i pregevoli affreschi (notevole l'abside con la glorificazione di Maria che apre le porte dei cieli), sui quali oggi volano (e defecano) le rondini che hanno nidificato all'interno. Danno su danno, nel 1965 venne rubata una preziosa tela bizantina, vanto della chiesa “la Madonna seguiva i fedeli con lo sguardo da qualunque punto la si guardasse”. Don Sante è sconcertato “forse si sarebbe dovuto investire di più, per consolidare l'intero edificio, che non ha resistito ad una nuova scossa. Io faccio appello a tutti per ridare dignità a un bene culturale da tutelare e che è patrimonio di tutta la comunità”. La festa liturgica e patronale della Madonna della Neve del mese di agosto, viene celebrata sul prato davanti alla chiesa. Il terremoto del 2009 non ha previsto fondi per i comuni non riconosciuti all'interno del 'cratere' (la Regione Lazio ha finanziato solo gli interventi nell'ex edificio scolastico della frazione di Pace e nella piscina comunale di Sant'Elpidio). Il rosone e le finestre sono aperte, il parroco chiede intanto al Comune di poterle chiudere almeno con una rete, per evitare che le rondini continuino a rovinare gli affreschi e il pavimento. Il Comune ha dato la propria disponibilità raggiungendo le finestre dall'esterno. Resta l'appello del parroco “a tutti gli uomini, associazioni e istituzioni di buona volontà, per interventi risolutivi”.

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