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Martedì 28 Febbraio 2017 | 01:51

RIETI

Clar, qualità e informazione per battere crisi e concorrenza

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Qualità e informazione. La Clar, Centrale Latte Rieti, coglie l’occasione per presentare la nuova linea di prodotti “DigeMilk” ad alta digeribilità (privi di lattosio) che in queste ore verranno immessi sul mercato non solo reatino, per avviare la sua battaglia a sostegno dei prodotti freschi.
“Una battaglia - ha sottolineato il presidente della Clar, Marco Lorenzoni - che si può vincere solo attraverso la qualità dei prodotti utilizzati e anche una corretta informazione”. La location scelta da Lorenzoni è uno stand allestito dal Comune in piazza Vittorio Emanuele II. In bella mostra sui tavoli gli ultimi prodotti della storica azienda casearia reatina che in questo modo cerca “di rispondere ad una concorrenza sempre più agguerrita ma che forse non è in grado di offrire ai consumatori lo nostra stessa qualità. Il punto di forza della Clar è affidarsi agli allevatori locali capaci di garantire latte fresco” rimarca Lorenzoni. E proprio per combattere la concorrenza che, insieme alla crisi, rischia di mettere in ginocchio anche aziende consolidate, la Clar ha avviato una collaborazione con l’Università di Bari che ha messo a punto il metodo Almi, un marcatore molecolare capace di distinguere i prodotti caseari che hanno come ingrediente il latte fresco rispetto a cagliate congelate. Un metodo ideato e messo a punto dal professor Michele Faccia.
“Non è assolutamente nostra intenzione fare del terrorismo alimentare in quanto tutti i prodotti presenti sul mercato che rispettano le normative sono commestibili e quindi non sono assolutamente nocivi per la salute ma è altrettanto giusto che il consumatore sia consapevole nella scelta e sappia distinguere un prodotto realizzato con latte fresco, con latte trattato ad alta temperatura, quindi privo di molti nutrienti, che abbia subìto ulteriori processi come la microfiltrazione o realizzato con cagliate congelate, di quelle realizzate quando il costo del latte è più basso e rivendute a distanza di mesi” ha spiegato il presidente di Clar, Marco Lorenzoni. “La nostra azienda - continua Lorenzoni - negli ultimi due anni ha accusato per la prima volta una flessione nelle vendite causato proprio dalla concorrenza spietata di aziende che importano latte anche dai paesi dell’Est e sono in grado di produrre e vendere mozzarelle a costi tre volte inferiori a quelli che come noi impiegano solo prodotti locali di qualità”.
A ribadire il concetto è il professore dell’Università di Bari, Michele Faccia ideatore del marcatore molecolare.
“E’ proprio per questa ragione che abbiamo deciso di condurre questa battaglia affinché venga reso obbligatorio l’uso del marcatore molecolare, per riportare in etichetta non solo la dicitura di prodotto fresco” ma anche la presenza o meno di quegli elementi nutritivi, indice di freschezza e capaci di fare la differenza sul mercato”.

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