Cerca

Lunedì 16 Gennaio 2017 | 11:43

RIETI

Asl, liste d'attesa ridotte

Asl, avviata la riorganizzazione nel sistema di prenotazione delle prestazioni specialistiche

La gestione delle liste di attesa può trovare più facile soluzione se si individuano strumenti  e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema, sia quelli operanti sul versante prescrittivo,  sia quelli di tutela del cittadino. Presso la Asl di Rieti è in corso una graduale riorganizzazione nel sistema di prenotazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Già attiva con ottimi risultati in altre regioni italiane, la riorganizzazione mira ad assicurare,  per le prestazioni ambulatoriali,  tempi certi per le diverse classi di priorità sulla base di quanto stabilito dal medico prescrittore, per assicurare le prestazioni in relazione alla gravità della malattia. Tale nuova organizzazione si basa sulla valutazione clinica che deve fare il medico che prescrive la prestazione e che deve riportare sulla ricetta la classe di priorità più appropriata alla patologia che il paziente manifesta  (anche sulla base di linee guida regionali). Ma cosa sono le classi di priorità?  Sono uno strumento per differenziare il tempo di accesso alle prestazioni, regolandolo in base al rischio per la salute, lo stato di sofferenza ecc.. Nell'impegnativa sono riportate quattro possibili classi di priorità che il medico curante può assegnare alla richiesta, a seconda di quanto precoce deve essere, a suo avviso, l'esecuzione della prestazione. Le classi di priorità sono indicate con alcune lettere maiuscole: U = Urgente, ovvero da garantire entro poche ore e quindi da riservare ai casi gravi in cui vi può essere un reale rischio per il paziente; B = Breve attesa, ovvero può aspettare fino ad un massimo di 10 giorni; D = Differita, per le prestazioni che possono attendere fino a 30 giorni (se si tratta di visite specialistiche) o fino a 60 giorni (per gli esami e le prestazioni strumentali); P = Programmabile, ovvero riferita a problemi che richiedono approfondimenti ma che non necessitano di risposta in tempi rapidi; queste prestazioni sono comunque da garantire entro un massimo di 180 giorni (sei mesi). E' il prescrittore che decide tra le 4 fasce di priorità presenti nel ricettario la fascia entro cui collocare la richiesta  sulla base delle necessità   cliniche presentate dal paziente. 

 

Più letti oggi

il punto
del direttore