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Sabato 25 Febbraio 2017 | 10:00

RIETI

"Una raccolta di firme per valorizzare i reperti archeologici in piazza"

reperti archeologici in piazza vittorio emanuele II

“I reperti archeologici emersi in piazza Vittorio Emanuele II devono essere valorizzati”. A chiederlo non sono solo i cittadini reatini ma anche i numerosi turisti che in questi giorni stanno avendo modo di visitare la città rimanendo colpiti dall’ottimo stato di conservazione in cui sono “riemersi” a distanza di secoli.
Reperti archeologici che attualmente possono essere ammirati proprio di fronte al bar Quattro Stagioni e che la ditta impegnata nei lavori di riqualificazione della piazza ha lasciato a “vista” in attesa di sapere il da farsi. Per il momento tante le ipotesi, anche suggestive, ma nulla di concreto.
“Il rischio - fanno sapere alcuni residenti e cittadini - è che l’importante ritrovamento finisca per l’essere sopraffatto e non diventare, come meriterebbe, un motivo di attrazione turistica oltre che di rilevanza storica notevole”.
E in attesa che il Comune (e la Sovrintendenza ai Beni Culturali) decidano come intervenire si sta organizzando una raccolta di firme per “la creazione di una struttura protettiva che renda permanentemente visibile almeno questi ultimi reperti storici - spiega l’ex direttore del Gruppo Archeologico Sabino, Alessandro Sebasti -. Essendo a conoscenza, fin dagli inizi dello scorso secolo che tutta l’area circostante la piazza del Comune e della cattedrale è disseminata di resti archeologici di vari periodi storici, vogliamo rivolgere questo appello - conclude Alessandro Sebasti - a tutti i concittadini perchè questi recenti reperti, molto significativi ed importanti, non vengano sepolti ancora una volta sotto uno strato di cemento ed occultati alla fruizione dei turisti e degli amanti delle antichità”.
Proprio nei giorni scorsi in occasione di una visita a Campo Reatino dove sono in corso altri scavi archeologici che hanno portato al ritrovamente di importanti reperti l'assessore alla Cultura Massimi aveva auspicato “la costituzione di un Museo diffuso che raccolga le diverse presenze archeologiche e storiche della Conca Velina e della città di Rieti”. Se son rose fioriranno.

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