La Cgil: "Da Poste inaccettabile taglio ai diritti sociali"

RIETI

La Cgil: "Da Poste inaccettabile taglio ai diritti sociali"

09.08.2015

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Da una parte continuano gli investimenti per la modernizzazione degli uffici, dall’altra si continua in una politica di ridimensionamento dei presidi sul territorio. Succede a Poste Italiane e questa volta la Cigil non sembra disposta ad accettare questa politica che finisce con il penalizzare utenti e lavoratori. Questo soprattutto alla luce delle annunciate chiusure in provincia di Rieti degli uffici presenti a Petrella Salto, Tarano, Rocca Sinibalda e nel Comune di Rieti, la posta del Monte Terminillo.
Non solo ma i tagli riguarderanno anche la vicina provincia di Rocon la chiusura degli uffici di Cretone, nel comune di Palombara Sabina e San Vittorino, nell'ambito del VI Municipio. Vedranno riduzioni importanti, invece, nella provincia di Rieti, gli uffici di Fara Sabina, Configni, Famignano, Orvinio, Pozzaglia Sabina e Longone Sabino.
Invece, nella provincia di Roma, gli uffici colpiti dal taglio sono: Agosta, Arcinazzo Romano, Casape, Cineto Romano, Jenne, Licenza, Mandela, Pisoniano, Riofreddo, Rocca Santo Stefano, Rocca Canterano, Roiate e, sempre nel comune di Agosta, Madonna della Pace.
“Si tratta di un'inaccettabile taglio ai diritti sociali perché verranno penalizzate le fasce sociali più deboli, in particolare i pensionati spiega il segretario della Cgil Rieti-Roma, Walter Filippi -. Si interviene inoltre su località montane, spesso isolate e con sistema di trasporto e strutture stradali già inadeguati. Ciò produrrà enormi disagi ai cittadini e a tutte le comunità dando un ulteriore colpo allo sviluppo di territori già pesantemente colpiti dalla crisi. La Cgil - conclude il segretario Walter Filippi - si opporrà in tutti i modi" afferma il segretario Generale Luigi Cocumazzo "coinvolgendo innanzitutto cittadini, ma anche e Amministrazioni locali, i Sindaci e le istituzioni Nazionali e Locali”.

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