petrangeli e melilli

RIETI

Riforma enti locali, continua lo scontro tra Petrangeli e Melilli

06.08.2015 - 13:36

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"Una tenaglia incombe sulle aree interne e periferiche del Paese". Il sindaco, Simone Petrangeli, parte alla carica contro il governo Renzi dopo la riforma della Pubblica Amministrazione e parla di "devastante impatto" su Rieti per via della "diminuzione della presenza pubblica che avrà effetti negativi anche sull'economia". Ed è subito scontro con il segretario regionale del Pd, Fabio Melilli, che bacchetta Petrangeli accusandolo di "catastrofismo errato". Anche a Rieti, dunque, si replica su scala ridotta il nuovo scenario politico del Paese che vede sempre più distante un partito di governo come il Pd dalla sinistra rappresentata da Sel e minoranza dem. Così, grazie alla riforma Pa, va in scena lo scontro Petrangeli-Melilli. Il primo sostiene che la nuova geografia del Paese "metterà in discussione la sopravvivenza della provincia già impoverita da decenni di scarsa attenzione e promesse non mantenute" e chiama tutti alla "mobilitazione generale" contro un Governo che "dopo averci cancellato con un tratto di penna, non ci darà nulla in cambio condannandoci all'isolamento perpetuo. Le comunità locali e i Comuni che risparmiano vengono puniti dalle scelte del Governo". Dichiarazioni che non vanno giù a Melilli che difende la riforma della Pa "che semplifica il sistema pubblico, lo razionalizza e fa risparmiare lo Stato a favore di una diminuzione della pressione fiscale" dopo che per anni proprio questo avevano chiesto cittadini e imprese. Melilli fa riferimento alle innovazioni introdotte con la riforma: dai licenziamenti facili di dirigenti e funzionari pubblici all'istituzione di un unico libretto per l'automobile, al pagamento delle bollette tramite sms, all'abolizione del voto minimo di laurea per i concorsi passando, soprattutto, per il dimezzamento delle pratiche burocratiche per le grandi opere, il silenzio-assenso tra le amministrazioni, lo snellimento delle infinite conferenze dei servizi e il taglio delle partecipate. Come note negative per il reatino, invece, figurano l'assorbimento della Forestale nei Carabinieri e la sforbiciata su Prefetture e Camere di Commercio. Insomma Melilli difende la riforma, replica a Petrangeli e spiega che "quando finalmente la semplificazione diviene realtà in molti si riscoprono conservatori dello status quo". Per il segretario Pd, Rieti "deve rigenerare la sua funzione" assumendo "decisioni veloci" e attivando "interlocuzioni con i territori circostanti", scelte che "mi pare tardino ad arrivare". Conclusione con stoccata finale a Petrangeli: “Il sindaco ha due strade: può chiamare a ragionare sulle soluzioni o scegliere la via della protesta di piazza e dell'opposizione urlata al governo. Mi pare stia scegliendo la seconda che forse, per la sua storia politica, gli è più congeniale”. Questa mattina, poi è arrivata una ulteriore replica del sindaco Petrangeli a Melilli nel quale il primo cittadino si dice “sorpreso dalle dichiarazioni dell'amico Fabio Melilli, dalla cui oramai trentennale esperienza amministrativa di governo a vari livelli abbiamo tutti imparato come si difendono gli interessi delle comunità locali e dei territori, che ha inteso strumentalizzare le mie dichiarazioni di forte preoccupazione per il futuro della nostra terra. Sorpreso anche perché ricordo bene le sue esternazioni di riprovazione, da Presidente della Unione delle Province Italiane, dinanzi al rischio che le stesse potessero essere sciolte ed il nostro territorio potesse perdere importanti presidi pubblici. "Indebolimento delle 90 città capoluogo, nelle quali verrebbero smantellati gli uffici dello Stato e conseguentemente dei servizi perchè il prezzo richiesto alle autonomie ne tocca la carne viva", queste le dichiarazioni di Melilli amministratore locale. Il "morituri te salutant" che usò all'epoca è, ahimé, molto attuale".

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