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Lunedì 27 Febbraio 2017 | 09:54

FRASSO SABINO

"Cibo, cultura, turismo": i temi dell'Expo in Sabina

"Cibo, cultura, turismo": i temi dell'Expo in Sabina

Taglio del nastro per Expo Rieti al mercato agricolo contadino di Frasso Sabino-Osteria Nuova. Tutto è andato ben e non era poi così scontato, visto il tanto lavoro da fare, il poco tempo per coordinare comuni, pro-loco, comitati, aziende, che mai avevano fatto fronte comune. Il padiglione con la scritta Expo si è riempito di visitatori, ogni tavolo ha esposto il meglio dei prodotti enogastronomici e della cultura in costumi locali. E’ la prima volta che, rispondendo al bando regionale in occasione di Expo, il territorio ha unito tutte le forze, tracciando un percorso nuovo il cui intento è quello di dimostrare di “essere territori capaci di futuro”, titolo del progetto di cui è capofila la Comunità Montana Salto Cicolano e dimostrare il valore della propria storia con “ReAte Well- quando il cibo è storia” di cui è capofila il comune di Rieti. I due progetti marciano insieme, hanno coagulato il meglio di ogni comune e questa esperienza dovrà proseguire, nello spirito del bando regionale, perché “è il miglior modo per porci all’esterno” ha sottolineato il consigliere regionale Daniele Mitolo, intervenuto all’inaugurazione. E non dimentichiamo che dopo Expo, ci sarà il Giubileo. “La Provincia, anche se ridimensionata, è presente – assicura il vice presidente Enzo Antonacci - cerchiamo di creare nuovi partenariati con tre nuovi gruppi di azione locale, per intercettare al meglio il Giubileo straordinario”. Gaetano Micaloni sindaco di Petrella Salto e presidente della Comunità Montana Salto Cicolano e Simone Petrangeli, sindaco di Rieti, hanno sottolineato l’importanza di questo percorso nuovo e della commercializzazione dei prodotti (l’associazione Campagna Sabina mette a disposizione spazi in via della Verdura a Rieti), annunciando una manifestazione congiunta il 9 e 10 maggio con grandi eventi, musei aperti, concerti, teatro, proposta dalla Regione Lazio. Allo storico Tersilio Leggio il compito di ricondurre tutto alla origini, perché il cibo è anche storia: “La pizza rentorta è presente già nei documenti del 1300, la prima attestazione del cacio cavallo è a Roma a Santa Maria in Vialata, la seconda è nella Valle del Farfa, la prima attestazione per il prosciutto è nei documenti del 1326 a Capradosso, la mortadella di Campotosto risale ad Amatrice, in una ricetta del 1811. Della ricetta del pasticcio di gamberi, che piaceva a San Francesco si è persa memoria. Si potrebbero ricercare, proponendo i menu francescani e benedettini”. Una buona idea per il Giubileo nella Valle Santa.

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