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Mercoledì 18 Gennaio 2017 | 10:57

RIETI

Reatini sopravvissuti in Nepal: "Difficile tornare a casa"

Reatini sopravvissuti in Nepal: "Difficile tornare a casa"

Hanno trovato riparo all’interno della hall di uno dei pochi hotel del centro rimasti in piedi e stanno bene. A riferirlo è stata Marina, la moglie di Bruno Mei, il sessantanovenne consulente finanziario di Poggio Mirteto e presidente dell’associazione onlus “Rea Silvia” che in coincidenza del violento terremoto in Nepal si trovava lì per avviare un progetto legato alla coltivazione di olive e produzione di olio. Al momento della scossa che ha provocato oltre duemila e cinquecento morti e causato il crollo di centinaia di costruzioni, Mei si trovata al palazzo reale di Katmandu, proprio per definire i termini di questo progetto. Con lui c’era anche l’amico Badhra Mohan Thapa, nepalese residente a Rieti con il quale coltivata la passione per questo progetto. “Ho sentito Bruno intorno alle 11 di questa mattina – racconta la signora Marina – dopo aver trascorso le due notti successive al sisma per strada, senza la possibilità di dormire, ieri notte, anche a causa del sopraggiungere della pioggia, hanno trovato riparo in un hotel della capitale. Hanno potuto così riposare un po’ nella hall”. Incertezze, ancora, rispetto al momento del rientro. “Questa mattina - prosegue la moglie di Bruno Mei – si sono recati in aereoporto per tentare di trovare un volo per Nuova Deli. La strada per arrivare là è percorribile, ma attualmente l’aereoporto, in parte danneggiato dal sisma, non è tornato in funzione. Non si sa ancora quando potranno rientrare. Nel frattempo stanno attendendo di poter incontrare il personale della Farnesina”. Intanto il Cai di Rieti ha espresso cordoglio per la morte degli speleologi-alpinisti morti ed in particolare di Oskar Piazza, figura conosciuta e stimata dagli alpinisti reatini.

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