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Mercoledì 18 Gennaio 2017 | 21:09

RIETI

Comune: Iva pagata in ritardo, Preite assolto dalla Corte dei Conti

antonio preite

La Corte dei Conti ha assolto Antonio Preite dall'accusa di aver procurato un danno al Comune di Rieti per oltre 145 mila euro per omesso pagamento dell'Iva. Una notizia clamorosa se si pensa alle tante polemiche che hanno costellato gli ultimi anni della vita dell'Ente reatino. In sostanza i giudici hanno riconosciuto come veritiere le tesi difensive di Preite del suo legale Mariella Cari che, in sede di udienza, avevano fatto presente che a causa delle anticipazioni che il Comune aveva fatto per conto della Regione Lazio - circa dieci milioni di euro - e a causa dei crediti che lo Stato aveva nei confronti dell'Ente reatino, l'ex dirigente non aveva liquidità per ottemperare al pagamento dell'Iva e pertanto ha utilizzato le somme per pagare questioni più urgenti come, ad esempio, stipendi e servizi. Cade dunque l'accusa mossa dall'Ente nel 2012 verso Preite di aver preferito pagare altri e non l'Iva visto che "in realtà in quegli anni il Comune di Rieti - si legge nella sentenza della Corte dei Conti - si trovava in una situazione di grande deficit di liquidità. La grave situazione finanziaria si evidenzia nel rendiconto del 2011" e "in tale situazione si operava necessariamente attraverso il costante utilizzo di anticipazioni di tesoreria ed il ricorso all'utilizzo per cassa di risorse vincolate". La Corte, inoltre, "ritiene che tale assetto economico depone per l'insussistenza della colpa grave con riferimento alla condotta dannosa rimproverata all'odierno convenuto". Insomma, una sentenza che farà discutere anche alla luce del fatto che proprio Preite è uno dei dirigenti allontanati dal Comune di Rieti a seguito delle contestazioni mosse negli ultimi anni con il nuovo corso. Sulla vicenda è intervenuto anche l'amministrazione comunale che in una nota fa sapere " che la questione del ritardo nel pagamento dell'Iva nulla ha a che vedere con il licenziamento del dottor Antonio Preite. Tale provvedimento, infatti, si basa su deliberazioni della Corte dei Conti che attestavano gravi irregolarità contabili e su una serie di atti posti in essere dal dirigente che hanno portato alla integrazione della fattispecie della responsabilità dirigenziale ex art. 21 del decreto legislativo 165/2001. Il procedimento riguardante il pagamento dell'Iva, peraltro, è stato attivato direttamente dalla Corte dei Conti allorquando il Comune ha dovuto riconoscere il relativo debito fuori bilancio, perché l'Iva non solo non era stata pagata, ma neanche iscritta in bilancio".

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