"Nove ore di attesa al pronto soccorso tra dolori lancinanti"

RIETI

"Nove ore di attesa al pronto soccorso tra dolori lancinanti"

19.01.2015 - 11:33

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Nove ore di attesa al Pronto Soccorso prima di essere visitata. E' l'ennesimo caso di tempi di lunga attesa che si sono verificati in questi giorni all'ospedale "De Lellis" di Rieti raccontato da una reatina che si è recata al pronto soccorso lamentando dei forti dolori addominali. La signora, che da più di dieci ore non riusciva ad urinare, giunta al pronto soccorso ha descritto al personale sanitario il malessere, ma ciò non è bastato per ottenere un codice diverso dal verde, quello cioè riservato ai casi meno gravi e che quindi, potenzialmente, vengono considerati tra quelli che “possono attendere”. L'accesso al Pronto soccorso è stato registrato alle ore 16 di pomeriggio e da lì l'agonia. Nonostante i dolori, nel corso delle nove ore di attesa, andassero aumentando, il personale medico avrebbe rifiutato di modificare il codice, da verde in giallo, spiegando che la prassi dell'assegnazione dei codici e delle sale non prevede la possibilità di modificare la diagnosi fatta al momento dell'accesso al Pronto soccorso. “Non riuscendo più a resistere per i forti dolori - racconta la donna - ho chiesto all'infermiera di poter essere visitata con una certa urgenza, ma niente. Ho fatto quindi notare all'infermiera che, mentre io aspettavo di essere visitata, molte persone arrivate dopo di me e sempre con il codice verde venivano chiamati per essere visitati. La stessa, quindi, mi ha spiegato che da qualche tempo è stata modificata la modalità di presa in carico dei pazienti e che non era più possibile cambiare né codice né sala alla quale si era stati affidati”. Una vicenda singolare soprattutto quando ci si trova di fronte alla sofferenza di una persona. A spiegare l'accaduto è stato il primario del Pronto Soccorso del De Lellis, il dottor Mancini: “Il sistema di accesso è in funzione dal marzo 2012. Esso si basa sull'affidare il singolo paziente al singolo medico. Questo rende più facile individuare eventuali responsabilità in ritardi non giustificati e responsabilizza il medico che è perfettamente a conoscenza della propria lista di attesa. Inoltre questo metodo permette una più equa ripartizione dei carichi di lavoro tra i professionisti. Se un dato medico si trova a dover affrontare un caso particolarmente complesso la sua lista può essere rallentata. In questo caso interviene il medico del reparto OBI - MUrg che cerca di ridurre la lista dei codici verdi nella lista 'rallentata'. E' evidente che se i casi di particolare complessità sono di numero elevato, l'attesa, per quelli ritenuti di complessità inferiore inevitabilmente si allungherà. E per questo ce ne scusiamo - conclude il dottor Mancini -. Da sottolineare però, che mai sarà a rischio l'incolumità della persona”.

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