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FUORI DAL VIDEO

Il codice Minniti

10.09.2017 - 16:05

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E l'emergenza migranti? Al di là di certi inarrestabili isterismi soprattutto mediatici, mentre l'Europa conferma l'obbligo della ridistribuzione dei rifugiati tra i suoi partner riluttanti, la verità è che gli sbarchi lungo le nostre coste sono in calo del 10% da inizio anno: ad agosto la flessione record dell'85%. Com'è stato possibile? Osserviamo il quadro in cui si è svolto finora l'inquietante viaggio della disperazione di migliaia e migliaia di migranti dall'Africa in Europa, in Italia in particolare.

Si comincia, come è tristemente noto, dal Niger e dal Ciad soprattutto: è lì che si formano le cordate della disperazione, il raduno di chi sogna di lasciarsi alle spalle guerre, fame, violenze.
Come incanalati in un angoscioso sentiero, già sotto il controllo degli spietati trafficanti che li trattano come schiavi e violentano le donne, i migranti convergono verso la Libia, dove sanno che troveranno i porti di partenza dei barconi diretti verso l'altra sponda del Mediterraneo. Seconda fase: il viaggio in mare vero e proprio, in natanti fatiscenti e pericolosi, esposti ai pericoli di un tragitto fortunoso : una volta usciti dalle acque libiche, i fuggitivi vengono raggiunti nella quasi totalità dalle navi delle ong, le organizzazioni non governative di varie nazionalità, che vi trasbordano e mettono in sicurezza i fuggitivi. E' su questa fase che un paio di procure siciliane hanno acceso un faro, nel sospetto che tra trafficanti e soccorritori ci possa essere una qualche forma di intesa (sempre smentita dalle ong), a partire dal fatto che i rispettivi natanti si accordano per l' avvicinamento necessario per permettere il trasbordo dei profughi. Terza e ultima fase: il passaggio dei richiedenti asilo dalle navi delle ong a quelle delle marine militari di alcuni paesi europei ( quella italiana in testa, ma non l'unica) che permetteranno ai fuggitivi di raggiungere i porti (oggi quasi esclusivamente italiani).
Certo, per fermare le ondate migratorie bisognerebbe intervenire già nella prima fase, quando le cordate sono ancora in formazione: è il progetto perennemente annunciato e regolarmente rinviato dall'Europa , la creazione di hotspot, punti di identificazione e smistamento già in Niger e Ciad, per sottrarre i profughi al controllo dei trafficanti: un'idea importante ma di faticosa attuazione perché dovrebbe coincidere con l'avvio di sostanziosi piani di investimento e cooperazione economica nei paesi coinvolti.
E' evidente che il soccorso dei migranti in mare da parte delle marine europee (la terza fase) è obbligatoria e necessaria per salvare migliaia e migliaia di vite umane: il solo 'segmento' in cui si poteva intervenire subito per rallentare il flusso di migranti in Italia era palesemente il secondo, la fase in cui le ong caricano i profughi sulle loro navi. Ed è lì soprattutto che il governo si è fatto avanti, con l'ormai noto 'codice Minniti'. E' bastato imporre a quelle organizzazioni , con la collaborazione della guardia costiera di Tripoli , di uscire dalla loro dimensione volontaria e 'incontrollata', pena il ritorno forzato dei profughi nell'inferno dei trafficanti in Libia, per spingerne 4 su 8 a lasciare e trasferirsi altrove: non a caso si stanno già creando nuove rotte di migranti. Intervento tardivo, che introduce di fatto i respingimenti? C'è chi punta il dito ma è certamente vero che adesso l'Europa non potrà più continuare a scaricare il barile sulle sole nostre spalle.

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