Rieti

Indagine sul 118, al setaccio
i 17 computer sequestrati

02.11.2014 - 14:31

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Una pen drive usb che prima è finita nelle mani di un sindacalista romano poi ai carabinieri. Ruota tutta intorno ai file contenuti in quel supporto e in quelli estrapolati da 17 personal computer sequestrati dai carabinieri, indagine sugli affidamenti dell’Ares 118 di Rieti.
Gli indagati Sono sette, come noto, gli iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta che per adesso è guidata dal Procuratore Capo di Rieti, Giuseppe Saieva. Per adesso l’ipotesi di reato per tutti è tentata concussione, ma l’indagine è ancora all’inizio e bisognerà aspettare gli interrogatori e soprattutto le perizie per capire cosa sarà contestato e a chi.
La denuncia Tutto è nato dopo che un sindacalista romano della Cgil ha raccolto la denuncia da un imprenditore reatino del settore del soccorso che gli ha consegnato appunto la pennetta usb dove ci sarebbero diversi file audio di colloqui registrati dall’imprenditore con diversi impiegati dell’Ares. Dialoghi in cui all’imprenditore verrebbero chiesti dei “piccoli favori” per avere gli appalti. Materiale che il sindacalista poi ha consegnato ai carabinieri di Roma quando ha presentato la denuncia. Nell’esposto poi si denuncerebbero anche anomalie negli affidamenti a società dove fugurerebbero persone vicine a dipendenti dell’Ares 118. Tutto materiale che insomma ha fatto partire l’indagine.
Le perizie Oltre alla montagna di documentazione sequestrata dai carabinieri del Comando di Rieti durante il blitz nella sede di via Salaria, ci sono appunto la pennetta usb e i computer sequestrati. Sulla pennetta usb sono in corso gli accertamenti del reparto scientifico dei carabinieri di Roma per valutarne la conformità informatica. Insomma, per valutare se ci sono manomissioni. Stessa cosa sugli hard disk dei computer sequestrati durante il blitz negli uffici. Nel frattempo i carabinieri di Rieti stanno facendo una prima trascrizione del contenuto dei file audio contenuti all’interno della pennetta, mentre continuano gli interrogatori.
La difesa Ma la vera partita si giocherà nei prossimi giorni quando entro dovrebbe svolgersi la perizia, alla presenza di tutte le parti, sulla pennetta e sui computer sia per valutarne la conformità informatica, sia per la trascrizione dei contenuti. “Si tratta di un passaggio fondamentale - spiega l’avvocato Pietro Carotti che difende 5 dei 7 indaga - per capire la reale portata delle accuse mosse, infatti finora ci si è mossi, sostanzialmente, solo su quanto riferito da coloro che hanno presentato la denuncia. Adesso bisognerà capire e contestualizzare i dialoghi contenuti. Per adesso ci sono solo delle iscrizioni nel registro degli indagati con un’ipitesi di reato generica per tutti. Con le perizie si farà un passo in avanti”.

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